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Giorgio GrondonaRodmaker sul fiume Scrivia |
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LA VALSESIANA Tecnica essenziale ed efficace che prende nome dalla valle dove si è sviluppata. Un tempo le canne erano monopezzo in canna dolce di Nizza (Arundo donax) solo il vettino era in essenza diversa, solitamente in bamboo nero (phillostachis nigra) oppure in nocciolo o sanguinella. Quando la “Valsesiana” varcò i confini della Valle d'origine si manifestò l'esigenza di costruire canne adatte ad essere trasportate anche per lunghi trasferimenti, il materiale rimase per anni lo stesso (Arundo donax) ma anziché in un unico pezzo vennero fatte tre sezioni innestate tra loro. Ho appreso le nozioni costruttive direttamente dai depositari della tradizione ovvero il Maestro Arturo Pugno grande conoscitore della tecnica nata nella Sua Valsesia e da Renato Gonetto che a metà del secolo scorso avviò una piccola produzione di queste canne su richiesta di Luigi Cerovetti (Moretto) che tanto si adoperò per la divulgazione di questo metodo di pesca con la mosca: canna fissa, lenza in crine di cavallo poche semplici moschette e via a pescare!!! |
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